Aniversario Scuola

Cari professori,

Cari genitori,

Autorità della SIDI e altre
autorità presenti… in particolare….

Cari studenti e in particolare
cari studenti del IV Liceo e della Scuola dell’infanzia,

Oggi 23 di aprile 2019,  con il tradizionale
passaggio della PIOCHA e dei distintivi della Scuola tra gli studenti più
piccoli e più grandi, celebriamo anche l’anniversario degli 86 anni dalla
fondazione de La Scuola, fondata il 21 aprile 1933, che coincide anche con la
data considerata storicamente come l’anniversario della fondazione della città
di  Roma antica (21 aprile dell’anno 753
A.C.).

Prima di tutto è questa, una grande
giornata della memoria dei valori dell’Italianità.

Ma per molte ragioni è anche una importante
giornata per il presente, un presente che fa ben sperare anche nel futuro della
Scuola.

Giornata della memoria e
dell’italianità, e quindi della lunga e intensa storia dell’Italia.  L’italia e un Paese, tra quelli del mondo, con
una storia tra le più lunghe e ricche in termini di civiltà. Una storia fatta
di lunghi periodi luminosi, che ha prodotto molti episodi e anche dei movimenti
e valori ancora ben presenti e importanti per la storia del mondo.

Credo importante richiamare molto
sinteticamente alcuni di questi grandi valori, nati e sviluppati in Italia, ancor
oggi importanti nella vita di tutti noi.

Si è sviluppato fondamentalmente
in Italia, proprio intorno alla Roma antica e repubblicana, il concetto di Stato applicato a un vasto territorio,  Un concetto poi ripreso nel Rinascimento nel
trattato sulla politica del Principe da Noccolò Macchiavelli…. Stato che
agisce, che costruisce strade, acquedotti, monumenti, anfiteatri, piazze. Nasce in Italia l’urbanistica come
insieme di regole che sovrintendono alla costruzione delle strutture urbane… Uno Stato con le sue prime articolazioni:
il Senato come luogo di rappresentanza democratica, il Console come conduttore
e gestore del potere militare , il Popolo come soggetto civico e i Tribuni come
suoi rappresentanti, il potere giudiziario regolato da leggi e codici ben
organizzati.

Si sviluppa e si espande in Italia
il concetto di arte come alta
espressione dell’apice del sapere umano 
e cultura , come desiderio e tendenza dell’uomo verso il bello verso l’equilibrio
.
Arte come base di una cultura civica matura, ultilizzata pure per lo sviluppo e
la divulgazione della cultura religiosa. Si
sviluppa da questi concetti tutta una storia
“la storia dell’arte”, che attraverso i secoli e i vari periodi ha
fatto dell’Italia il Paese con di gran lunga il patrimonio culturale e
artistico più importante del mondo.

Nasce nel tardo Medioevo in
Italia grazie al lavoro organizzato nelle Corporazioni di mestiere, il concetto di prestito del denaro ai fini di
favorire  investimenti e l’impresa
.
Sono italiane le prime banche e le
prime ricche famiglie di banchieri: I Medici, gli Stozzi, i Peruzzi a Firenze i
Chigi e i Piccolomini con la Banca del Monte dei Paschi a Siena. È fiorentina
la moneta d’oro che all’epoca  ha avuto
il ruolo che oggi ha il dollaro, ossia essere la moneta più usata nei mercati europei
e nelle compravendite durante tutto il Rinascimento: il Fiorino d’oro.

Sono italiane le prime
Università, nate durante il Medioevo, (Parma nel 962 e Bologna nel 1088, prima
di Oxford che nasce nel 1096). Università
che  crescono nel Rinascimento come luoghi
di formazione e di cultura superiore,
 sempre sotto la spinta del grande
fiorire delle “arti e dei mestieri”,  che
necessitavano di qualificare l’ingegno umano, formando professionisti
specializzati: speziali che erano i dottori in medicina dell’epoca, avvocati, giudici,
politici e scrittori…

Nasce in Italia, con San Franceso
e tra mille ostacoli e avversità, il 
concetto più nobile e più alto di povertà
e carità cristiana, in antagonismo al Cristianesimo dei potenti e delle
gerarchie religiose e quella cultura del riscatto anche degli ultimi e dei
dispersi, della quale si nutre oggi il concetto di inclusione importante nella
formazione di tutti i cittadini e delle società umane.

Nasce in Italia quella frenesia e
quell’albore di “spitito di avventura”,
quel “desiderio di sperimentare”  e la “voglia di indagare” oltre i limiti
consentiti dalle conoscenze e credenze del 
momento
, quell’enegia nuova che spinsero Cristoforo Colombo,
Giovanni da Verrazzano, Sebastiano Caboto e Amerigo Vespucci, verso tutto questo
continente americano. Quel “desiderio di
sperimentare” e quello  spirito nuovo

che, iniziato nel sud dell’Italia con un Imperatore di origine tedesca, Federico
II di Svevia, proseguì con Leonardo da Vinci e Galileo Galilei, per  a indagare con pratiche che  iniziarono il “metodo scientifico” per lo sviluppo della conoscenza verso
l’ignoto, nella tecnica e nella fisica dei moti dei corpi, anche celesti. 

Certo, verrebe voglia di continuare avvicinando i valori sviluppati dagli
italiani nella storia anche verso l’epoca moderna
… ma questo è
solo un discorso di introduzione alla festa di oggi e mi fermo qui!

Solo volevo richiamare alcune delle ragioni che possono renderci orgogliosi
di poter rappresentare oggi qui, nell’anniversario della fondazione della
nostra Scuola Italiana in Cile, un po’ di tutto questo
.

E se dopo la riunificazione
dell’Italia, avvenuta nel secolo diciannove, dopo alterne, lunghe e difficili
vicende storiche, dei liguri nuovamente
italiani, vennero a Valparaiso come emigranti e ci trovarono il loro futuro,   appena
fu possibile pensarono alla conservazione, alla valorizzazione  e alla trasmissione della grande cultura a cui
appartenevano, fondando La Scuola.

Oggi, dopo un altro periodo non facile, grazie al lavoro e alla rinnovata
partecipazione di tutti noi, cileni e italiani, è arrivato per  “La Scuola” un vero “rinascimento”.

Grazie al Progetto Educativo
scaturito dalla Parità col Sistema Scolastico italiano, siamo entrati in una
fase che si può definire “avanzata e matura” per essere un Istituto Scolastico
moderno, al passo con la globalizzazione dei fenomeni culturali e sociali, che
richede, ogni giorno di più, una formazione rivolta a un futuro da “cittadini
del mondo”.  

Come senz’altro saprete, abbiamo superato
quest’anno y 1000 studenti tra le due Sedi di Valparaíso e Viña del Mar. La
metà dei nostri studenti sono concentrati nei primi 5 dei 15 anni del nostro
curricolo, ossia dell’infanzia e nei primi 2 anni della basica. L’altra metà
negli ultimi 10 anni.

Ben 120 bambini frequantano per
la prima volta “l’allungamento dell’orario”  nella Scuola dell’Infanzia, dal lunedì al
venerdì, in 3 turni pomeridiani con orari diversi fino alle ore 18.00.

Adesso si entra a La Scuola come
bambini cileni di 3-4-5 anni.

Gli italiani sono pochissimi e i
figli di originari italiani sono ormai figli del Cile.

Si arriva a La Scuola quasi del
tutto come bambini cileni, ma con genitori che inseguono un’dea che guarda al
futuro: quello di avere figli che, gradualmente e in un ambiente educativo accademicamente
esigente, molto umano e inclusivo, di tipo affettuoso e dal tono quasi
familiare, trasmette una vera intercultura cileno-italiana che li forma anche per
essere preparati alle nuove professioni.

Concludo il mio discorso, segnalando
che dei familiari di Renzo Pecchinino, detto Lukas e dei rappresentanti del
Museo che a Valparaíso porta il suo nome, sono qui presenti oggi, per la firma
di un Convenio con la nostra Scuola, che intende incrementare le visite al “Museo
Lukas” dei nostri studenti.

Con un gesto di amicizia verso i
familari di Lukas e di vicinanza con il Museo, abbiamo pensato di firmare il Convenio
in questa occasione, di fronte a tutti voi, per dare rilevanza a questo fatto.

Si tratta di un ulteriore nuovo
partener per la Scuola, al quale do il m io personale benvenuto, insieme ai molti
altri parteners che abbiamo e che si stanno sommando: Università cilene e
Italiane tra cui l’Università di Bologna e il Politecnico di Torino, le molte Scuole
italiane con le quali intercambiamo gli studenti, l’Ambasciata d’Italia e
Istituto Italiano di Cultura, e certamente gli emeriti professori,
professionisti ed esperti che collaborano con le loro charlas e nei nostri
laboratori, alla formazione dei nostri studenti.

Viva la Scuola allora, nel suo ottantacinquesimo anniversario dalla
fondazione, e viva le nuove e tradizionali generazioni dei nostri studenti.  

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